Phobos

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Ci raccontate la genesi di “ Registrazioni Crude “ ?

Massimo Campodonico Una volta deciso di voler registrare i nostri lavori sono emersi 3 problemi principali:il tempo per trovarci tutti assieme in uno studio è difficile da trovare; non è molto chiaro chi siano i ‘tutti assieme’; uno studio potrebbe non essere il luogo più adatto a farci rendere al massimo a meno di non essere in una situazione stile Bron Y Aur (e si torna al primo problema).

Abbiamo pensato di sfruttare le possibilità del digitale e registrare in diretta le nostre improvvisazioni, le registrazioni sono imperfette, si portano dietro rumori di sottofondo e non sono state quasi editate. Sono, per l’appunto,crude,  ci sono l’ispirazione, i sentimenti e i limiti del momento in cui sono state suonate.

Bjorn Giordano “Registrazioni Crude”, come detto da Massimo, è figlio della necessità e da alcune considerazioni pratiche legate alla natura delle sonorità utilizzate.

Far rendere in uno studio di registrazione le riflessioni delle frequenze armoniche prodotte dagli strumenti  e il modo che hanno di intrecciarsi si rivelerebbe problematico.

“Registrazioni Crude” è musica fossile, ambientale nel senso più stretto, una scaglia di quello che si sente dal vivo e ovviamente un primo passo nell’elaborare una tecnica di registrazione ambientale efficace.

In breve un “bootleg live”.

La percezione soggettiva di chi è all’interno del cerchio dei musicisti è una sorta di spaesamento dovuto al fatto di non sapere più se è la propria voce a produrre un determinato armonico oppure un altro o più strumenti.

E’ un’esperienza singolare.

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Ci puoi parlare delle vostre improvvisazioni ?

Massimo Campodonico Sono momenti di condivisione di un gusto comune per la psichedelia, la musica etnica e ambient. Quando va bene. Quando va male sono una passeggiata nel labirinto alla ricerca del filo perduto.

Bjorn Giordano Da quei momenti erratici vengono spesso estrapolate, analizzate e successivamente elaborati nuovi schemi musicali.

Quali strumenti usate ?

Massimo Campodonico Principalmente hang drum, didjeridoo, chitarre acustiche, basso elettrico, tablas e campane tibetane ma dipende da chi c’è a suonare ogni volta, ci sono state serate a base di chitarra, basso e didjeridoo e serate con scacciapensieri, sitar, pianoforte, flauto…

Bjorn Giordano Se qualcuno si presentasse con una zucca elettrica sarebbe il benvenuto… eh eh!

Come avete reperito gli strumenti ?

Massimo Campodonico Molti sono reperibili nei negozi di strumenti o di artigianato etnico, altre volte internet ha mostrato la via.

Dove trovate l’ispirazione ?

Massimo Campodonico Nella birra e nell’umore del momento.

Bjorn Giordano  Moltissima birra, bevanda sciamanica per eccellenza.

Il vostro è un modello aperto e partecipato di musica, ne siete soddisfatti sia artisticamente che umanamente ?

Massimo Campodonico E’, alle volte, un limite, se si vuole costruire un repertorio suonare quasi sempre con persone diverse ma è anche molto stimolante per lo stesso motivo. E’ una bella avventura.

Bjorn Giordano Essendo un modo di suonare che non si appoggia a modelli rigidi ci si riscopre spesso a guardarsi negli occhi e ad ascoltare gli altri. E’ una sorta di via silenziosa alla conoscenza degli altri partecipanti.

Un bellissimo cammino nel quale siamo stati invitati da Alberto Pedevilla.

Grazie mille

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