Capitolo 0: GORDiN BONES (homerecording, psychedelic pop)

Capitolo 0: GORDiN BONES (homerecording, psychedelic pop)

the cloud’s traveler
storie di voli inventati a bordo di una cloudmobile nella dimensione dell’homerecording, del lo-fi e dell’indiemusic .
Non c’è altro posto al mondo in cui vorrei trovarmi. L’erba mi accoglie tra i suoi fili in un umido abbraccio. Come cuscino mi basta incrociare le mani dietro la testa. Nelle orecchie lascio scivolare musica, suoni, effetti, voci. L’azzurro si macchia di nuvole dalle quali sono rapito e trasportato verso stati, città, paesi. Nel cloud non esistono confini, si possono raggiungere spazi privati dove la musica prende forma: luoghi, strumenti, apparecchi, oggetti, persone e le loro storie.

Capitolo 0: GORDiN BONES (homerecording, psychedelic pop)

Con i fari sempre accesi e le cuffie ben allacciate sulle orecchie sono partito alla volta di Alton, una cittadina di trentamila abitanti nell’Illinois, a pochi chilometri da Chicago. Mi avevano detto che li, nel salotto di casa, un certo Gustav Broman spaccava con i suoi synth. Si faceva chiamare GORDiN BONES.
Atterrato ad Alton con la mia cloudmobile Gustav non l’ho trovato. Ma ero nel posto giusto: quella casa in cui sono entrato con l’immaginazione in punta di piedi era la sua. Infatti quel korg R3, quella yamaha MM6, quello stylophone, quei flauti, quelle percussioni, quelle chitarre e quel microfono facevano parte della sua strumentazione.

Un polistrumentista GORDiN BONES, di quelli che mettono una buona tecnica al servizio di un talento straordinario. Di quelli che fanno uso di strumentazione povera e generano ricchezza. Una psichedelia, la sua, ai confini con il lo-fi. La componente emotiva è sempre in primo piano nei suoi brani: Gordin Bones è il Re Mida della melodia. Beck, Aphex Twin, Ween e David Bowie sono alcune fra le sue influenze.
Un synth sul tavolino di fronte al divano e attaccato allo schermo del Pc un post-it: “ma questa musica che faccio servirà a rendere qualcuno felice?”.
Dall’altra parte del mondo, ad Amsterdam, una ragazza scriveva sulla pagina Soundcloud di Gustav: “Mi sveglio, ascolto Gordin Bones. Metto sul fuoco la caffettiera e il pane a tostare, ascolto Gordin Bones. La caffettiera va a fuoco, ascolto Gordin Bones. Il pane si brucia, ascolto Gordin Bones. Vabbe, vado a farmi colazione fuori, ascoltando Gordin Bones”. Come a dimostrare che quelle note sparate nel cloud fossero emozioni in grado di rapire da ogni contesto, diventando una colonna sonora delle cose di tutti i giorni.

Sono cinquantotto i brani che GORDiN BONES ha pubblicato tramite Soundcloud, tantissimi e in poco tempo, tanti sino al punto da far esclamare a qualcun’altro: “Cazzo Gordin Bones, ma tu quando ti gratti dietro all’orecchia trovi una melodia? Quando senti qualcosa nella scarpa tu non trovi un sassolino, trovi una melodia. E quando il postino ti consegna un pacco? Dentro c’è una melodia, sicuramente è cosi”. E si da rimanerci sbalorditi, come ero sbalordito io, li fra i suoi synth, ascoltando la fantastica “There’s a red planet lonely”, il suo ultimo pezzo.
Ho atteso qualche ora il suo rientro per intervistarlo, convinto di essere in anticipo. Fra i suoi quadri e le sue sculture surreali. Ascoltandoli tutti quei cinquantotto pezzi. Non potevo più fare a meno del suo bedroom pop psichedelico, esattamente come quella ragazza di Amsterdam che bruciava il caffe’.
Poi: “Tanto mi sa che qui Gordin Bones non torna” ho pensato guardando l’orologio. Cosi’ mi sono sparato in loop “After the drought the rain falls down” preparandomi per il rientro.
Prima di montare in groppa alla cloudmobile però dovevo fare una cosa: presi quel post-it attaccato al monitor su cui Gordin aveva scritto interrogandosi sul senso della sua musica e risposi: “Certo Gordin sono felice anche quando leggo le cazzate del peggior politico italiano, se nel frattempo sto ascoltando la tua musica”. Non ero in anticipo, ma in ritardo: Gordin non c’è più, ma quella che ha lasciato fra noi è una straordinaria eredità artistica. Riattaccato il fogliettino al monitor mi chiusi la porta alle spalle e me ne andai.

 

siti consigliati: https://soundcloud.com/gordin-bones (la sua musica)
cargocollective.com/gordinbones (la sua musica, i suoi quadri, i suoi video)

Share
1Comment

Post A Comment

Free Email Updates
Get the latest content first.
We respect your privacy.